SETIRIA

QUANTE STREGHE

Visualizzazione post con etichetta CURIOSITA'. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CURIOSITA'. Mostra tutti i post

venerdì 16 ottobre 2015

Simon Mago lo sciamano delle lande nascoste

Sono nato verso le 23 di una notte illuminata dalla luna nera e circondato dalle abili giravolte di streghe birichine. Il giorno dopo erano le Ceneri del Signore. A 6 anni sognavo di raggiungere la luna e di scrivere romanzi. Poi ad un tratto durante la notte mi comparve sul muro della stanza un personaggio. Pensavo ad un sogno, ma gli occhi erano aperti e vedevo lui, la barba folta, bianca, lunga a cadere sul petto e sulla tunica anch'essa candida. Aveva le gambe incrociate e mi dispensava consigli. Quali non so o non ho voluto capire. Rimasi indifferente, ma solo in apparenza perché il mio animo forgiato nei Pesci mi dava irrazionalità e desiderio di fuga nel trascendente. L'uomo era dignitoso e autorevole. Lo avrei rivisto identico anni dopo in film avventurosi e densi di precognizioni. Era lo Sciamano delle lande nascoste, colui che mi avrebbe guidato e che ancora lo fa per motivi che solo adesso riesco a comprendere. Quella notte aspettai di svegliarmi per la paura che mi prese e che mi rimase quando non riuscì a chiudere gli occhi, rimasti sempre aperti. 

martedì 20 novembre 2007

L'ESPERIENZA INTERATTIVA DEI CELTI CON L'ALDILA'.


LE ESPERIENZE TRADIZIONALI
DI COMUNICAZIONE CON L'ALDILA'



L'ESPERIENZA INTERATTIVA DEI CELTI CON L'ALDILA'.

Come tutti i Popoli naturali, i Celti ponevano poche barriere tra visibile e invisibile e credevano che l'accesso al mondo dell'Aldilà fosse consentito anche ai vivi.
Gli ingressi erano immaginati presso certi incroci di strade oppure vicino alle tombe. Si considerava pericoloso per i bambini e per gli ammalati avventurarsi nell'Aldilà poichè si pensava che non avessero le energie necessarie per il loro ritorno al mondo dei vivi.
Il druidismo interpretava l'esperienza dell'Aldilà come una particolare esperienza posta al di fuori dell'illusione sensoriale del visibile.
Il mondo invisibile non era inteso come un vero e proprio luogo, ma piuttosto come uno stato di coscienza e quindi come tale raggiungibile in qualsiasi momento.
Il druidismo proponeva la simulazione esperienziale delle tre morti che segnavano il cammino evolutivo dell'individuo attraverso i mondi in cui si suddivideva l'esistenza. Una era quella rappresentata dal decesso sul piano fisico e le altre due come esperienze mistiche che avrebbero portato il defunto a procedere nel mondo dell'Aldilà sino ad accedere alla conoscenza del mondo spirituale di Gwenved.
I druidi insegnavano in proposito la possibilità di giungere anche da vivi all'esperienza del mondo spirituale di Gwenved attraverso la pratica della meditazione, tacitando le pulsioni del corpo e della mente per consentire alla dimensione spirituale di poter attuare il suo risveglio al piano del mondo reale dello Shan.
Il druidismo proponeva altresì l'esperienza della simulazione della prima e della seconda morte per poter accedere alla visione e all'interazione con il mondo della matchka.
Per poter fare questo proponeva la tacitazione del solo corpo e la pacificazione della mente.
Tecniche che sono alla base dell'esperienza della Trance medianica e riprese dalla scienza moderna con gli esperimenti cosiddetti di deprivazione sensoriale di soggetti volontari posti in vasche speciali.



COME SPERIMENTARE UN CONTATTO CON IL MONDO DELL'ALDILA'.
I Celti attuavano il contatto con l'Autre-monde attraverso l'evocazione rituale dei morti e l'esperienza della trance che poteva avvenire in due modi:

la trance passiva o piccola trance Era la più semplice a realizzarsi ed era alla portata di tutti. In questa esperienza venivano utilizzati strumenti esterni all'individuo che avevano lo scopo di amplificare e rendere evidenti sul piano cosciente le manifestazioni dell'attività psichica dell'operatore.
la vera e propria trance Era indotta da pratiche interiorizzanti in grado di scatenare il processo percettivo, alle volte a mezzo di prassi ritualistiche o attraverso l'uso di particolari erbe. La sua realizzazione richiedeva l'impiego di persone particolari, i "medium", dotate di una specifica predisposizione personale al fenomeno.


DUE ESPERIENZE DI CONTATTO CON LA PICCOLA TRANCE.
Sulla scorta di quanto riportano le antiche tradizioni, oggi possiamo realizzare una esperienza di contatto con la dimensione misteriosa dell'Autre-monde attraverso tre situazioni facili da realizzarsi per attuare esperimenti relativi alla piccola trance:


l'uso della planchette.




attuare l'esperimento in un ambiente quieto e moderatamente illuminato
realizzare una planchette (un foglio di carta con la disposizione disegnata delle lettere dell'alfabeto, dei numeri e di un Si e un No) e procurarsi un bicchiere da tavola che va posato rovesciato al centro della planchette
porre da soli (meglio con altre persone) il dito indice della mano destra sul bicchiere (il dito deve essere appoggiato al bicchiere lievemente, tanto da fare contatto, assolutamente senza premere e senza contrarre il dito)
cercare di non farsi coinvolgere dai pensieri, rimanere passivi, quieti e rilassati
porre una specifica domanda e rimanere in attesa passiva (la domanda deve essere semplice e lineare)
lasciare che il bicchiere si sposti da solo senza far nulla (né fermare il bicchiere e neppure sospingerlo forzatamente ma seguire il suo movimento mantenendo lo stesso tipo di contatto indicato)
annotare le lettere delle caselle su cui si sofferma il bicchiere
al termine dell'esperienza congedarsi dall'ente richiamato

l'uso del tavolino semovente.

attuare l'esperimento in un ambiente quieto e moderatamente illuminato
reperire un tavolino a tre gambe e prendere posto intorno ad esso appoggiando entrambi i palmi aperti senza premere sul piano del tavolino. Si deve aver cura che i propri pollici siano in contatto tra di loro mentre le dita estreme siano in contatto con quelle degli altri.
inspirare e espirare lentamente e quietamente
ad ogni espirazione rilasciare le membra abbandonandole
cercare di non farsi coinvolgere dai pensieri, rimanere passivi, quieti, rilassati e abbandonati
il conduttore della seduta evoca una possibile entità presente che voglia entrare in contatto con i presenti
l'evento viene confermato da un improvviso e lento movimento del tavolo. Lasciare che il tavolo si alzi da solo (solitamente sulle due gambe) senza far nulla (né fermarlo e neppure sospingerlo forzatamente ma seguire con le mani appoggiate il suo movimento mantenendo lo stesso tipo di contatto indicato)
porre una specifica domanda e rimanere in attesa passiva (la domanda deve essere semplice e lineare)
la risposta sarà data dai colpi del tavolo sul pavimento:
- ad una domanda basata sul si o sul no: un colpo per il si e due colpi per il no
- ad una domanda che richiede una frase in risposta: un colpo per la A e così via
annotare le domande e le risposte
al termine dell'esperienza congedarsi dall'ente richiamato
Per verificare la validità dell'esperimento uno dei presenti può nascondere all'insaputa degli altri un oggetto qualsiasi nella stanza e quindi chiedere all'ente intervenuto se vuole collaborare all'esperimento indicando dove l'oggetto può essere stato nascosto


L'EVOCAZIONE RITUALE DEI DEFUNTI.
Nell'antichità il contatto con i defunti non era cercato solamente attraverso l'applicazione delle metodologie dell'esperienza della trance, ma anche con altri sistemi basati sull'evocazione rituale.


l'esperienza della Sala buia.
In questo caso i consultanti che cercavano di avere un contatto con i defunti si chiudevano in una sala ampia e buia, ponendosi in una condizione giudicata favorevole al contatto stesso, dove non c'erano fonti di rumore o di altra distrazione.
Qui si sedevano comodamente cercando di non farsi coinvolgere dai pensieri, rimanendo passivi, quieti, rilassati e abbandonati sui loro sedili.
Formulavano ad alta voce le loro domande di richiesta di un incontro con i defunti mantenendo la propria attenzione e evitando di addormentarsi, rimanendo in attesa di una qualsiasi manifestazione. Dovevano fare attenzione a non impaurirsi se venivano toccati o se sentivano voci improprie o stentate poichè il loro terrore avrebbe attirato entità ostili che potevano arrecare loro danno sul piano psichico. Le tradizioni riportano che spesso in questo modo apparivano ai consultanti i defunti interpellati in forma evanescente e parzialmente luminosa tanto da mostrare le loro fattezze.
il caso dei "negromanti".
Sulla base dell'antica esperienza evocativa della "sala buia" nei recenti secoli vennero attivati rituali di evocazione dei defunti per vari scopi.
Le cronache del 1846 riportano le evocazioni del famoso occultista inglese il Dr. John Dee eseguite nei cimiteri di Londra allo scopo di risveglliare i morti e utilizzarli per "fatture" di morte e affari di cuore.
John Dee evocava i morti con l'uso di formule magiche proteggendosi dalla loro influenza rimanendo all'interno di un cerchio magico disegnato sul terreno.
il caso del Voodoo.
Un classimo modo di evocazione degli abitanti dell'Aldilà, defunti e demoni, appartiene alla cultura religiosa delle pratiche del Voodoo.
I riti del Voodoo prevedono invocazioni religiose che possono risvegliare i morti e le divinità benevole o malvagie dell'Aldilà che prendono possesso dei danzatori e parlano con la loro voce.


Dal libro di Giancarlo Barbadoro "Antropologia dello spiritismo", Edizioni Triskel, Torino 2005

TRATTO DA http://www.merlino.org

giovedì 1 novembre 2007

Gli alleati delle streghe


La strega delle fiabe non sarebbe convincente se non avesse un gatto, fedele compagno e complice dei suoi sortilegi. Ma i gatti non erano gli unici animali associati alle streghe. Furetti, conigli, porcospini, merli, gufi e civette, corvi, rospi e rane erano tutti considerati loro degni compari .In Gran Bretagna i gatti e altri presunti demoni al servizio delle streghe vennero spesso esibiti come prove nei processi del XVII secolo, con l'effetto, purtroppo, di attirare i sospetti sulle persone molto attaccate ai loro piccoli amici. Gli animali hanno ricoperto diversi ruoli nei miti pagani e nelle pratiche religiose, in Europa, e certe superstizioni sui poteri magici di queste creature sopravvissero anche dopo la cristianizzazione del continente. Venne elaborata una dottrina ecclesiastica che indusse i più creduloni a vedere l'ombra di Satana a stretto legame con un animale.I gattofili erano particolarmente esposti ai sospetti a causa delle antiche superstizioni sui felini. Non meno di quattromila anni fa, in Egitto, i gatti erano considerati sacri e perciò fatti oggetto di riti religiosi che comprendevano musiche, danze e riti sessuali. L'affetto che legava gli Egiziani ai gatti derivava probabilmente dal fatto che contribuivano a proteggere i granai dai roditori.Ma l'attaccamento era molto profondo, tanto che chi uccideva un gatto rischiava la pena dì morte.Anche altri paesi del mondo antico attribuivano ai gatti un significato religioso.Col Cristianesimo questo culto ebbe fine. Preoccupata di reprimere ogni forma di Paganesimo, la chiesa insegnò che gli animali, già considerati sacri, erano in realtà dei demoni minori.Con l'inizio in Europa della caccia alle streghe, i gatti venivano arsi vivi sui roghi assieme alle loro sventurate padrone.Cosa possiamo dire a difesa dei nostri amici felini? Personalmente non posso considerare la mia vita senza di loro. Sono animali enigmatici, dallo sguardo profondo e sensibilissimi. Erroneamente a quanto comunemente si pensa, il gatto si affeziona moltissimo a chi lo adotta e sono capaci di dare dimostrazioni di fedeltà ed affetto pur non rinunciando alla loro personalità. Sono anche capaci di "sentire" i terremoti, quando il tempo cambia e "sentono" istantaneamente con chi hanno a che fare. Per me il gatto possiede veramente delle doti "magiche" ma questa è una mia constatazione puramente personale maturata dalle mie esperienze vissute accanto a questi meravigliosi e misteriosi animali.

TRATTO DA http://www.bethelux.it/

mercoledì 26 settembre 2007

STREGHE E CINEMA

Streghe tra storia e cinema
di Hermes
rahoorkuit@tiscalinet.it


Le streghe, nella moderna cinematografia del genere magico-horror, hanno sempre avuto un ruolo molto importante. I film dedicati al soggetto strega direttamente o no sono stati innumerevoli. Tanto per citare alcuni esempi molto famosi come: Rosemary baby, le streghe di Eastwitck, The Blair Witch Project, c’è anche la famosa Giovanna d’Arco di Besson anch’essa finita sul rogo con l’accusa di stregoneria, per non dimenticare il recente e televisivo "STREGHE" e tanti altri ancora. La personalità di queste improbabili streghe varia da quella: pasticciona/seducente ma buona a quella feroce assetata di sangue con la doppia variante seducente o vecchia stregaccia tipo Biancaneve.. Non si sfugge a questa logica. Domanda…ma le streghe erano veramente così?…oppure no, ma allora com’erano e chi erano in realtà le streghe e perché la moderna cinematografia le rappresenta sempre in maniera negativa e tutt’altro che realistica? Non è facile rispondere a queste domande senza sfuggire ad una serie di riposte articolate, comunque ci proverò lo stesso. Per prima cosa cercherò di spiegare il concetto di stregoneria. In inglese Witch sta per strega, ma attenzione in inglese per Witch si intende conoscenza, sapienza e in questa lingua il termine Witchkraft cioè stregoneria sta per potere della conoscenza. Qui da noi invece per stregare si intende ammaliare, quindi strega significa colei che ammalia, che affascina spesso con l’aiuto di pratiche magiche o con l’intercessione di potenze ultraterrene. In ultima analisi si potrebbe dire che in tutti e due i casi le streghe siano donne a conoscenza di certe forze ai più sconosciute. In sintesi nella terminologia italiana la strega è una donna che fondamentalmente seduce mentre quella anglosassone è più una donna saggia che conosce i misteri della natura, una guaritrice insomma. Nella cultura mediterranea quindi prevale più un aspetto demoniaco/seducente, mentre nell’altra prevale l’aspetto conoscitivo/solare. Una bella differenza! Ma passiamo adesso dai luoghi comuni all’antropologia culturale.

Margaret Murray, nota antropologa inglese (1860-1960) scrisse un famoso trattato sulle streghe dell’Europa occidentale del medioevo e dintorni (Il Dio delle streghe). Nel testo si fa una ardita (ma non troppo) ipotesi per spiegare i motivi e le dinamiche della tristemente famosa persecuzione a streghe e stregoni di quei tempi. In sostanza la Murray sostiene che gli obiettivi delle persecuzioni avevano come scopo l’eliminazione fisica e culturale della casta sacerdotale di quella che veniva considerata l’Antica Religione ovvero tutta la conoscenza sopravvissuta del Paganesimo e che continuava a convivere con la croce di Cristo in maniera semiclandestina sino a quasi tutto il 1300. La chiesa, consapevole del pericolo che questa cultura alternativa poteva rappresentare per lei decise di eliminarne i capi, sacerdoti e sacerdotesse più comunemente definiti e demonizzati come streghe, stregoni e servi del maligno. Sicuramente non può non saltare all’occhio il fatto che nella stragrande maggioranza dei casi a finire sui roghi furono donne. Effettivamente questo fatto coinciderebbe con l’abitudine di delegare alla donne del Clan o congrega, più adatte a incarnare le spoglie della Dea Madre il compito sacrale di Gran Sacerdotessa e quindi di guida carismatica del villaggio o della comunità… un vero e proprio conflitto di interessi con le gerarchie ecclesiastiche maschili della chiesa cristiana. Da lì la demonizzazione costante di avere a che fare con il diavolo che in realtà e in origine altri non era che il Dio pagano Cernunnus… il Dio cornuto, l’amante di Diana, e ovviamente niente di più facile che demonizzare un soggetto che ha già di suo le corna in testa. La feroce persecuzione che durò per secoli e che causò milioni di vittime innocenti fu solo una campagna di sterminio pianificata ed estesa su larga scala. Naturalmente queste appena esposte sono le tesi di M. Murray, tesi che destarono allora un coro di critiche ma che personalmente non ritengo del tutto infondate. In ultima analisi si potrebbe dire che l’immagine negativa delle streghe nella cinematografia è stata in buona parte influenzata dai rimasugli di quella grande criminalizzazione di stampo satanico di cui sono state vittime le sacerdotesse della Antica Religione.

Ma che dire delle moderne streghe? E che cosa è sopravvissuto delle antiche conoscenze sciamaniche. La moderna stregoneria si è ripresentata nel mondo moderno in varie forme. La Wicca, fondata da Gerard Gardner e che ha dato vita ad un vasto movimento culturale di stampo neo-pagano e molto sviluppato nei paesi anglosassoni, ne è l’espressione più nota. La New Age per esempio racchiude una parte di questa conoscenza perduta e ritrovata. L’angiologia, i cristalli, il neo-sciamanesimo ed altro ancora sono solo una piccola parte di un sapere rielaborato (spesso in modo confuso) e riproposto in una chiave più moderna, più leggibile e quindi più vendibile. Ci sarebbe molto da dire su questo argomento, ma per il momento mi fermerei qui in attesa di un vostro commento su questo articolo.

Hermes
TRATTO DA http://users.libero.it/popote/streghe.htm

SETIRIA

SETIRIA ERA UNA STREGA MA ERA SOPRATTUTTO UNA DONNA...